06/05/2020 Rapporti internazionali
L''emergenza Coronavirus in Ecuador, tra il dramma e la speranza. La testimonianza del presidente di Codesarrollo, Bepi Tonello

Il Covid-19 travolge un piccolo paese latinoamericano, l’Ecuador, tra i più colpiti dalla pandemia. A raccontare il dramma sociale ed economico che si sta svolgendo in una terra lontana, è il presidente di Codesarrollo (la banca di secondo livello delle banche cooperative sparse sulle Ande), Bepi Tonello.

Da più di 50 anni nel paese latino americano, Tonello è anche uno dei promotori del progetto “Microfinanza Campesina del Credito Cooperativo”, avviato ormai diciotto anni fa su iniziativa di Federcasse ed al quale partecipano stabilmente centinaia di BCC, Casse Rurali italiane, enti e società del Credito Cooperativo (www.ecuador.bcc.it).

Il Progetto (il maggiore sostenuto con fondi privati in America Latina), attraverso finanziamenti agevolati, consulenza tecnica specialistica ed attività formative ha come obiettivo la promozione e la diffusione della cooperazione mutualistica di credito per consentire a migliaia di famiglie di campesinos (ad oggi oltre 70 mila) di affrancarsi da povertà e usura, sconfiggere la fame, raggiungere l’autosufficienza alimentare e condizioni di vita e lavoro più dignitose, avviando processi di autosviluppo sostenibili sotto ogni profilo.

I contributi possono essere versati sui seguenti conti correnti aperti presso Emilbanca, Cassa Padana e BCC Filottrano:

Emilbanca Credito Cooperativo
Conto: 90/000138945
Intestato a Fondo Ecuatoriano Popolorum Progressio
Iban: IT 71 0 07072 02404 090000138945
Codice BIC: ICRAITRRTS0

Cassa Padana – Banca di Credito Cooperativo
C/C Fepp Presso Cassa Padana
Iban: IT19 / S083 / 4054 /6300 / 0007 /8100 / 057
Codice BIC / SWIFT: CCRTIT2TPAD

Banca di Credito Cooperativo di Filottrano
Iban: IT 93 Q 08549 37360 000019600130

Lasciamo alle parole di Bepi Tonello il racconto di come il Paese sta affrontando l’emergenza Covid19 e il ruolo indispensabile, anche in Ecuador, delle banche locali.

L’Ecuador ha sempre avuto problemi cronici: la povertà, l’ingiustizia, l’ignoranza, il razzismo, la corruzione, la mediocrità e il machismo. Nonostante tutto continua ad andare avanti. Ai problemi tradizionali adesso si sono aggiunte due gravi situazioni. La prima è rappresentata dalla presenza, ormai in tutte le province, del COVID 19. I numeri cambiano tutti i giorni: 35.000 contagiati, 2.000 morti, 3.000 persone in ospedale secondo le fonti ufficiali. Osservatori attenti della realtà assicurano che devono essere moltiplicati almeno per cinque.

La seconda situazione grave è quella dell’economia. Tutto è fermo da 40 giorni e si prevede che le cose non cambieranno in maggio. Il prezzo del petrolio non copre neanche il costo della sua estrazione e trasporto; le rimesse degli emigranti sono dimezzate, le esportazioni sono diminuite. Il governo non ha ancora pagato lo stipendio di marzo ai suoi dipendenti. Non c’è un fondo speciale per l’emergenza coronavirus. Alle famiglie più bisognose, circa 400.000, in aprile si è dato un buono di 60 dollari. La situazione più grave è quella delle persone che non hanno un contratto di lavoro e che vivono alla giornata, ma adesso non possono più uscire per strada a fare i lavori che facevano prima. Ciò causa problemi anche alle cooperative di risparmio e credito con cui collaboriamo, perché i soci, non avendo entrate generate dal loro lavoro, stanno ritirando i propri risparmi per coprire le spese giornaliere.

Poco a poco la popolazione prende coscienza della serietà e gravità della situazione provocata dal coronavirus. C’è chi resta in casa osservando la quarantena perché anche se non lavora continua a ricevere il suo stipendio e chi, invece, non ha uno stipendio, ha finito i suoi pochi risparmi e quindi esce di casa per guadagnare qualche dollaro. La frase che si sente di piú è questa: “E’ meglio morire di coronavirus, che vedere i figli morir di fame”.

Le forme di povertà più dolorose si presentano nei quartieri emarginati delle città. Nelle campagne almeno l’alimentazione è garantita, con terra e animali. La generosità dei contadini ha dato vita a meravigliose espressioni di solidarietà. Le comunità rurali più organizzate donano ciò che la loro terra produce alla popolazione povera delle città. Il GSFEPP è molto attivo nel promuovere e sostenere la parte logistica di questi aiuti: da comunità rurali di varie province sono partiti camion carichi di riso, mais, frutta, fagioli, latte, formaggio verso i quartieri suburbani di grandi città come Guayaquil e Quito e di città più piccole come Riobamba, Guaranda, Ibarra, Loja, Lago Agrio.

I primi interventi sono stati finanziati con il contributo personale dei dipendenti del GSFEPP. Abbiamo cominciato a distribuire generi alimentari e prodotti per la protezione e l’igiene personale a famiglie delle minoranze etniche delle province colpite dal terremoto di aprile 2016 e della popolazione rifugiata in Ecuador. I dati raccolti al 24 aprile indicano che abbiamo finora consegnato 4.288 kit di generi alimentari, ciascuno con un prezzo compreso fra i 18 e 25 dollari. Una buona parte dei prodotti viene comprata dai produttori organizzati (gli stessi che hanno dimostrato la loro generosità con le donazioni). Così il beneficio è doppio: si aiuta chi produce e pure chi consuma. Abbiamo consegnato anche 1.580 kit di igiene e protezione. Abbiamo anche donato mascherine chirurgiche all’ospedale “Un Canto a la Vida” della Fundación Tierra Nueva e all’ospedale Claudio Benati di Zumbahua (Cotopaxi), amministrato dall’Operazione Mato Grosso.

Sembra molto, ma ciò che abbiamo fatto finora, spesso con il finanziamento parziale o totale delle amministrazioni locali, è ancora poco di fronte alle richieste che riceviamo.

Funder, la nostra scuola, ha cominciato in questi giorni due corsi on line di formazione: uno solo per giovani che non studiano e non lavorano, affinché possano cominciare una attività che produca beni o servizi richiesti dalla società. Questi giovani sono 110 e non avendo un computer a casa loro, si collegano con il loro cellulare; vengono aiutati con le lezioni che ricevono gratuitamente e con la ricarica dei loro telefoni. Un altro corso è riservato a persone che già hanno un’attività produttiva, affinché possano perfezionarla, essere più competitivi ed innovare i loro prodotti.

La cooperativa Camari da parte sua, assieme a altri attori sociali, sta mettendo in funzione una piattaforma virtuale per il commercio elettronico, con consegna dei prodotti a domicilio.

L’altra sfida più grande, per il suo costo e per il suo significato, è quella di CODESARROLLO. In questi ultimi due mesi le cooperative rurali hanno ritirato una buona parte dei loro risparmi, perché a loro volta i loro soci li stavano richiedendo. Oltre al ritiro dei risparmi, le cooperative hanno anche richiesto nuovi finanziamenti per sostenere le economie locali. Per rispondere alla paralizzazione della produzione di beni e servizi, il governo ha stabilito che durante i mesi di aprile, maggio e giugno, la possibilità di sospendere il pagamento delle quote dei finanziamenti che arrivano alla scadenza. Ció annulla tutte le programmazioni fatte sia dalle cooperative, sia da CODESARROLLO, sia dalle altre banche. Andando controcorrente per non aggravare la situazione economica della popolazione, la nostra banca ha deciso di proseguire finanziando le iniziative e le imprese che creano occupazione e puntano al benessere, dignità e cura dell’ambiente, tentando anche di combattere la crescita esponenziale dell’usura.

La nostra decisione è stata compresa da persone ed enti sensibili alla problematica sociale in Ecuador e all’estero. Abbiamo quindi aumentato la raccolta e speriamo che i nostri creditori ci concedano una moratoria per il pagamento delle nostre obbligazioni finanziarie, per dedicare queste risorse al sostegno dell’economia popolare e solidale. Tutte le azioni che realizza il GSFEPP sono coordinate dai nostri uffici regionali, che nei territori di loro competenza partecipano attivamente nei Coe (Comités de Operaciones de Emergencia), che a noi affidano specialmente il compito di arrivare alla popolazione più povera.

Speriamo che la fase più acuta della pandemia finisca presto. Sappiamo che gli aiuti di emergenza sono utili e necessari, ma non risolvono i problemi strutturali e culturali della nostra società.

Vogliamo un Ecuador più bello e più giusto. Per questo è necessario riflettere ed agire su temi importanti come l’educazione e formazione professionale, l’organizzazione comunitaria, la finanza popolare, il commercio equo e solidale, l’accesso alla terra e all’acqua, ecologia e ambiente, equità, dovere e diritti

Se riusciamo a “generare” dei cambiamenti positivi, il doloroso passaggio del COVID 19 non sarà stato solo un dramma.

Quito, maggio 2020